domenica 19 febbraio 2012

COLOMBI, GUFI E PICCIONI

In chiesa arrivò il gufo:
Era un’animale solenne, possente e minaccioso. Evidentemente amava la musica perchè al suono dell’organo si fermava impettito sulla balaustra della cupola ed ascoltava rapito. Per un po’ tutto filò liscio, poi accadde qualcosa. Divenne nervoso, durante i funerali si esibiva in plastiche planate lungo la navata centrale, tra gli scongiuri dei presenti e la curiosità dei bambini che dicevano: “Mamma, guarda: è l’anima del nonno che vola in cielo!”
Dopo l’ennesimo funerale con acrobazie aeree il curato bloccò il sagrestano e gli chiese:
- Hai lo schioppo a casa?
- Certo
Poco dopo tutto era pronto: il sacrestano freddo e lucido come un killer della Yakuza.
Il gufo, fermo, impassibile, guardava dritto davanti a sé sfidandoci: "Al cuore, Ramon, al cuore!"...

ESPERTI E APPALTI

Sempre più spesso l'insegnamento della musica nella scuola elementare viene delegato ad esperti esterni, ecco alcune riflessioni in proposito, leggete e commentate!



PARS DESTRUENS L’insegnamento di educazione al suono e alla musica nella scuola primaria è spesso temuto, schivato, delegato o, peggio ancora, abortito (basti sfogliare molti quaderni di educazione al suono e alla musica, anoressici in fatto di quantità e qualità dei materiali raccolti). Insomma, se ti tocca di insegnare musica nelle elementari o sei particolarmente sfortunato o forse semplicemente un po’ ingenuo e votato al sacrificio soprattutto quando in prossimità del Natale o della festa di fine anno ti arrivano richieste del tipo: “Tu che fai musica, se ti do una cassettina, (spesso siamo ancora alle cassettine, il midi o l’MP3 sono ancora tabù) potresti toglierci la voce e lasciare la musica?” oppure: “Visto che alle medie suoneranno il flauto dolce, non è il caso che gli insegniamo a suonarlo già qui?” “Ieri sera ho visto un bambino che suonava Il volo del calabrone con il pianoforte, per caso hai le parole del testo?” Il panico dilaga, serve un deus ex machina, un’autorità indiscussa che tolga i docenti dai guai...arriva l’esperto. L’esperto (di musica o di qualsiasi disciplina curriculare) arriva come un vero salvatore che va a colmare una lacuna che creava disagio, le insegnanti lo stimano: è diplomato al conservatorio! (che per una maestra sarebbe come a dire: ha fatto le magistrali!), vi si affidano totalmente ed assistono estasiate alle lezioni che egli fa al posto loro in classe, qualcuna prende appunti... E’ la resa incondizionata, si viene a creare un legame di dipendenza, ossia: c’è l’esperto? Ok, allora facciamo musica, pensiamo in grande, non c’è? Beh, allora la musica tornerà ad essere la Cenerentola dell’orario settimanale, la prima ad essere sacrificata se ci sono ore da recuperare o se siamo indietro con qualche altra materia. L’anno finisce tra grandi sospiri di sollievo, felicemente dimentichi che una persona ha insegnato al tuo posto, durante le ore nelle quali sei stato pagato per un lavoro che in realtà è stato svolto da un altro. I contribuenti, i genitori di quei bambini, anch’essi ammirati, scordano di aver pagato due volte la medesima lezione ma va bene lo stesso, purché facciano musica con un esperto... Porte aperte quindi a musicisti, pittori, atleti che ci sostituiscano nell’arduo compito al quale abbiamo scelto di votarci e per il quale siamo pagati, meglio subappaltare a dei sostituti che lavorino al nostro posto con i soldi dello stato!


Cosa di meglio, poi, al termine di una manciata di lezioni profumatamente pagate, che invitare i genitori e gli insegnanti (solo quelli delle classi coinvolte, ovvio, gli altri non servono) ad un piccolo saggio con tanto di QUESTIONARIO DI GRADIMENTO per assicurarsi una futura riproposta del corso (ti è piaciuto? Vuoi che tuo figlio abbia ancora quest'opportunità o preferisci lasciarlo nelle mani di maestre incapaci? Allora paga!)?




PARS COSTRUENS Sono assolutamente convinto che chi insegna debba avere una specifica formazione sul piano pedagogico e didattico che gli permetta di conoscere gli snodi strutturali delle discipline, le diverse strategie metodologiche, sia disponibile ad aggiornarsi, sappia predisporre una programmazione ed una valutazione, sappia lavorare in equipe...insomma, sia un insegnante e non solo un musicista per quanto bravo ed esperto. Faccio un esempio: Possiamo forse negare che Francesco Totti sia un “esperto attaccante”? o Dario Argento un “esperto regista horror” o magari Federico Moccia un “esperto scrittore generazionale”? Certamente no, ma altrettanto certamente non possiamo garantire la loro efficacia una volta tolti dal campo da gioco, dalla macchina da presa o dalla scrivania e portati in una classe.
Non credo affatto che a dei diplomati al Conservatorio, per quanto bravi e volenterosi, basti un corso di formazione ad hoc per passare da esperti in un determinato campo ad insegnanti, ritengo invece che il percorso debba essere diverso, prevedendo la formazione all’insegnamento già durante il corso di studi e che debba essere verificato mediante esami, come accade a tutti gli insegnanti. Certo, parlando dello specifico musicale, il piano di studi del conservatorio andrebbe totalmente rivisto, prevedendo all’interno del medesimo corso di strumento almeno tre indirizzi: concertistico (per chi desidera diventare un fine interprete), cameristico (per chi vuole suonare o accompagnare altri musicisti) e didattico (per chi intende dedicarsi all’insegnamento). Per ora i programmi del conservatorio sono fermi al 1922 (quando si parlava ancora del jazz come di musica negroide!) ma sono fiducioso... La medesima necessità di una svolta riguarda l’istituto scolastico che forma i futuri insegnanti: il liceo socio-psico-pedagogico che in campo di educazione musicale fa ben poco. Si tenga conto che le attuali maestre si sono formate sul libro di testo di Achille Schinelli, nato nel 1882! Immaginiamo per un attimo cosa accadrebbe se un professore di storia adottasse un libro di testo scritto più di un secolo fa!
Certo le eccezioni non mancano, nel liceo socio-psico-pedagogico di Verona sono stati avviati dei corsi di strumento musicale (ma si farà anche didattica della musica?), molte maestre frequentano corsi di formazione che però si innestano su un vuoto culturale che le costringe a limitarsi a ripetere pedissequamente il repertorio ed i materiali loro proposti nei corsi, basta vedere il fiorire di Tumbe Tumbe, danze dell’Est europeo e quant’altro che di anno in anno vengono affibbiate senza tener minimamente conto delle competenze musicali pregresse in possesso dei bambini e dei ragazzini delle scuole medie. Sono convinto che un serio percorso di formazione degli insegnanti sia possibile purché svolto con criteri volti all’emancipazione didattica e non alla dipendenza: il fatto che vi siano docenti che da anni frequentano corsi di formazione e sentano ancora la necessità di un esperto in classe dovrebbe far riflettere sull’efficacia di molti corsi. Oltre allo sviluppo dell’autonomia credo sia importante porre attenzione all’utilizzo delle risorse interne, ossia alla possibilità di utilizzare le competenze specifiche dei docenti per pianificare una programmazione ma anche per proporre percorsi formativi “dall’interno” e non “dall’esterno”, con un maggior legame all’identità della scuola, agli sfondi e agli stili educativi dei diversi istituti scolastici Il ruolo di un esperto esterno non dovrebbe mai essere quello di sostituirsi all’insegnante per “manifesta incapacità”, bensì quello di formare i docenti per favorire lo sviluppo dalla massima autonomia sul piano programmatico, operativo e metodologico. Quindi non “fare al posto di” perché ciò rafforzerebbe il senso di inadeguatezza e il legame di dipendenza psicologica, ma neppure “fare assieme a” a meno che a ciò non faccia seguito un momento di verifica dove si approfondisca il senso delle attività nell’ottica della formazione dei docenti. Come procedere dunque? Il primo passo da fare è, a mio avviso, quello della stesura di una seria programmazione quinquennale. Nella scuola primaria i momenti di programmazione non mancano certamente ma quanti minuti sono stati dedicati alla programmazione di educazione al suono e alla musica? Ben pochi, temo. Anche gli incontri di programmazione per ambiti disciplinari che vengono regolarmente organizzati in parallelo tra più plessi vedono la musica esclusa, ignorata, preferita alle materie “forti” quali la lingua, la matematica, non ho mai programmato o semplicemente discusso di educazione musicale con i colleghi degli altri plessi! Quante volte ho visto programmazioni di educazione al suono e alla musica che inevitabilmente partono con queste parole: “Già nel grembo materno il bambino vive immerso in un universo sonoro: la voce della madre, il battito del cuore...” per poi passare al primo obiettivo: “Distinzione tra suoni e rumori” peccato che questa distinzione sia già stata superata da almeno una cinquantina d’anni dalle composizioni di John Cage, dalla musica concreta di Schaeffer e da molti autori rock! Nella programmazione si dovrà tener conto di obiettivi primari quali l’educazione al ritmo, l’educazione dell’orecchio, l’educazione della voce, l’educazione all’ascolto, il coordinamento oculo-manuale ossia a tutti quei prerequisiti che spesso vengono bypassati a favore di frettolosi apprendimenti di improbabili canzoni di Natale spesso inadatte alla vocalità infantile (una su tutte: Happy Christmas, war is over di John Lennon) Andrebbero maggiormente sviluppate iniziative quali il coro scolastico, formato da bambini e ragazzi di più classi, l’orchestra della scuola, che utilizza strumentari didattici o autocostruiti, una band musicale alla quale partecipino anche i genitori che sanno suonare uno strumento...tutte queste realtà sono praticate da anni nelle scuole americane di diversi ordini, dalla scuola di base ai college, alle università. Gli insegnanti che vi operano sono completamente inseriti nell’organico e nel curricolo scolastico e non si affacciano semplicemente alla scuola per interventi temporanei che non lasciano nulla sul piano educativo. Accanto a tali formazioni si può affiancare un laboratorio teatrale, un gruppo di danza (popolare, moderna, jazz) e potrebbero sorgere molteplici occasioni di collaborazione tra i diversi gruppi nell’ottica di una pluralità delle offerte formative. Un progetto così strutturato non può che essere svolto in modo assiduo, regolare e costante lungo tutto l’anno scolastico e lungo tutto il percorso curriculare per non vanificare l’apprendimento delle abilità di base che poi il bambino si porterà dietro per tutta la vita e sulle quali si andranno a fondare i successivi apprendimenti di tipo tecnico- strumentale. In una prospettiva di tale ampiezza sarà senz’altro necessario attingere anche a risorse esterne che provvedano alla formazione degli insegnanti ma per evitare di ricadere nella logica dell’esperto-sostituto il loro ruolo deve essere quello di formatori su lungo periodo, ossia, si dovrebbe pensare ad un percorso pluriennale dove vi sia un primo momento di formazione sul piano teorico-tecnico, un secondo sul piano della programmazione della disciplina, un terzo sulla verifica delle attività svolte in classe e nei gruppi eterogenei. Sarebbe senz’altro opportuno formare una commissione di insegnanti che si facesse carico di verificare le risorse presenti nei diversi plessi, sia sul piano umano che su quello materiale, stendesse una prima programmazione di massima, individuasse gli esperti da coinvolgere, tenesse i contatti tra i diversi ordini di scuola: dell’infanzia, primaria, secondaria inferiore e superiore, pianificasse momenti e modalità di verifica in itinere sotto forma di esibizioni collettive... E’ estremamente importante che gli esperti coinvolti nella formazione siano “esperti in formazione” e non semplici “esperti nelle disciplina” ossia siano in possesso di reali e dimostrabili competenze nel campo della formazione degli insegnanti. Via libera quindi ad insegnanti di didattica della musica, di metodologia dell’educazione musicale, di tecniche dell’insegnamento strumentale. Tutto ciò si scontra con la rigidità strutturale delle istituzioni scolastiche dove risulta più semplice impiegare esperti-insegnanti piuttosto che provvedere a ripristinare una situazione di normalità lavorativa mediante la formazione del personale docente attraverso esperti di didattica delle discipline e la valorizzazione delle risorse interne nel ruolo di pianificatori delle programmazioni specifiche...ma è quanto mai necessario e, a mio modesto giudizio, possibile.



PARS ETICA Avevo già detto all’inizio che trovavo discutibile sul piano etico l’intervento di un esterno che operi in mia vece in classe, pertanto non trovo moralmente giusto essere retribuito per un insegnamento svolto in realtà da un’altra persona. L’inevitabile conseguenza di questo ragionamento è che le ore nelle quali ho assistito alle lezioni di un esperto che ha insegnato al mio posto non mi debbano essere riconosciute sul piano economico Pertanto ho intenzione di restituire quanto prima all’Istituto Comprensivo presso il quale insegno il corrispondente economico delle ore lavorative durante le quali un "esperto" ha insegnato al mio posto.

domenica 9 ottobre 2011

RACCONTO DI HALLOWEEN 2011



Il 31 ottobre presso la chiesetta di Santa Maria in Chiavica, sede del CTG, è stata presentata la nuova raccolta di racconti di Halloween pubblicata da Delmiglio Editore dal titolo Spose, cadaveri e misteri nella quale è presente anche il mio racconto intitolato:




Mettiamoci una pezza


Succede sempre così: prima combinano i casini, poi ti vengono a cercare e ti implorano di metterci una pezza...come se fosse facile.
Dovreste vederli ‘sti sciagurati: in ufficio con giacca e cravatta, scarpe italiane, orologio Rolex d’ordinanza, poi, basta che gli arrivino i dati di chiusura dalla borsa di Tokyo o di Parigi ed iniziano a sudare freddo, ostentano tranquillità ma dalle continue occhiate al computer capisci che stanno già pensando a cosa fare se le cose andranno male...ecco...la chiusura di Milano: meno 5 percento secco!
Fine dei sogni.
Addio viaggio negli USA, addio casa a Cortina, si torna alla villetta dei nonni a Cesenatico...oppure, forse, c’è un’ultima, estrema possibilità...

ARVO PART A VERONA




Uno dei più grandi compositori viventi, Arvo Part, autore di musiche straordinarie (Fratres, Cantus in Memoriam Benjamin Britten, Fur Alina...) è stato a Verona per una conferenza ed un concerto. Ecco mentre gli mostro la mia trascrizione di una sua composizione.




venerdì 6 maggio 2011

SIX HANDS THE CITY: sei mani al pianoforte!



Ecco una clip del trio Six Hands The City, di recente formazione, che ha debuttato inaugurando a Milano il piano Pleyel realizzato dal noto designer Michele De Lucchi...qui siamo al Teatro del Sale di Firenze.






martedì 22 febbraio 2011

NUOVA RACCOLTA DI RACCONTI






LA TRAMA SEGRETA

Questa, anche se non sembra, è una storia vera.
Vera quanto può esserlo una storia, cioè ti può capitare di sentirtela raccontare dal classico ubriacone del paese in uno dei rari momento nei quali non sai quanto abbia già bevuto o quanto voglia scroccarti. Così, dopo averti rotto l’anima costringendoti a stare ad ascoltarlo mettendo la testa in stand by e facendoti sostanzialmente i cavoli tuoi, pensando a quando ti scade l’assicurazione della macchina, a cosa prevedevano per il fine settimana, perdendo buona parte della storia, lui ti riacciuffa:
“Fin qui ci siamo?”
“Certo, vai avanti” e non sai quanto esattamente ti sei perso.
Alla fine, dopo che hai fatto un mezzo sorriso di compatimento cercando di apparire credibile e solidale lui cala l’asso e ti sbatte sotto il naso il timbro: RICAMIFICIO AUTOMATICO S.P.A.


(continua...)

giovedì 21 ottobre 2010

RACCONTO DI HALLOWEEN:

CHI GIOCA IN PRIMA BASE?

No, non è che a me il turno di notte pesi più di tanto…ci si fa l’abitudine, a un certo punto ti piace pure.
Certo, il thermos di caffé aiuta, e anche la radio, c’è pure chi smanetta su internet fra una macchina e l’altra…
L’abbiocco arriva verso le due e mezza-tre, quando le macchine si diradano fin quasi a sparire e i camion passano tutti col telepass e tu quasi non te ne accorgi.
E’ come se qualcuno avesse trasmesso che so: un ordine, un sms, una frase in codice per radio: alle due e mezza tutti fermi! E qui si ferma tutto: macchine, autotreni, pullman…poi ti accorgi che c’è silenzio, ma un silenzio strano, di quelli “a comando”, appunto.
Un mio collega, uno di quelli anziani, mi racconta che certe volte a quell’ora lui riusciva perfino ad uscire dal gabbiotto e saltare la rete di protezione per incontrarsi velocemente con la morosa, non so se sia una balla ma qui sulla destra la rete tutta mezza sfondata c’è…

martedì 13 luglio 2010

PAROLE, PAROLE, PAROLE...


degli snodi strutturali nei sistemi educativi musicali europei
per un nuovo percorso formativo in italia


In un paese dove i bidelli di Deamicisiana memoria si trasformano in collaboratori scolastici, gli spazzini tanto cari al Calvino degli irresistibili racconti di Marcovaldo vengono promossi ad operatori ecologici e neppure gli infermieri scampano a questo lifting linguistico trasformandosi in manager delle professioni sanitarie, sembra strano dover richiamare alcuni termini che dovrebbero essere pane quotidiano per chi si occupa di educazione musicale.
Parole, definizioni che sembrano scontate sono spesso cancellate, evitate, derise; a molti sarà certamente capitato di sentirsi in imbarazzo quando ci viene richiesta per l’ennesima volta la nostra “vera” professione dopo aver chiaramente dichiarato: “Faccio il musicista” sollevando sguardi di pietoso compatimento: “Musicista? Ma se non ti ho mai visto in televisione!” Questa tra le varie risposte che ho ricevuto è la più ripetibile, ma non è stata l’unica: “Musicista? Ma se non ha neanche l’autoradio!” (una pattuglia di Carabinieri che mi aveva fermato dopo un concerto) “Musicista? Ok, ma per vivere cosa fa realmente?” (l’addetto all’anagrafe del mio comune che mi conosce da quando sono nato) “Musicista? Io ho un cugino che canta ai matrimoni…” (scontata la risposta: “Bisogna aver pazienza, nessuno è perfetto…”) Mi fermo qui ma potrei continuare a lungo.
Il primo termine da recuperare è appunto questo: musicista.
Una parola spesso equivocata (musicista uguale visibilità uguale successo uguale potere) che in Italia ha perso sia dignità (vedi gli aneddoti di cui sopra) che significato.
Occorre riappropriarsi con rinnovato orgoglio di questo aggettivo e praticarlo soprattutto come sostantivo: professione musicista o musicista di professione devono diventare categorie riconosciute e riconoscibili (abbiamo creato i tronisti, le veline, i paparazzi e dobbiamo rinunciare ai musicisti?) nonostante riforme, tagli e quant’altro si abbatte e si potrà abbattere in futuro.
Ma non è purtroppo l’unico: affondati da una mole cartacea spesso obsoleta e farraginosa che scoraggia chi osi andare alla ricerca di punti fermi, di costanti pedagogiche comparabili o semplicemente di obiettivi interdisciplinari all’interno delle programmazioni e dei piani di studio del sistema educativo musicale nostrano sembra necessario procedere come i salmoni: risalire dagli effetti e ripercorrere a ritroso tutto il percorso che ha portato i musicisti italici ad avere sempre più spesso una formazione musicale lacunosa o comunque decisamente migliorabile. Dov’è che si sono persi di vista quei punti fermi, quegli obiettivi irrinunciabili, dove sono finite le parole che dovremmo sempre aver presenti durante la formazione musicale?
Analizzando in sintesi i piani di studio tedeschi, belgi e spagnoli è evidente che occorre recuperare la dimensione dell’ente formativo per eccellenza, il conservatorio, quale comunità educante.
Comunità intesa come gruppo di persone che condividono regole, valori, responsabilità, e che stabiliscono una rete di relazioni, una vita sociale dalla quale nessun individuo è avulso, trascurato. Educante perché ha stabilito un chiaro progetto educativo e si fa carico di chi è in difficoltà, sostenendolo ed aiutandolo a sviluppare il suo potenziale educativo ma al tempo stesso valorizza chi è dotato offrendogli continue occasioni per crescere e completare la sua formazione. Parlando di condivisione vorrei far rilevare il valore formativo dell’esperienza del fare musica assieme agli allievi, in formazioni miste di docenti e studenti. Come ho potuto constatare in alcune brevi esperienze all’estero, questa pratica è altamente gratificante sul piano umano e relazionale nonché estremamente utile sul piano formativo in quanto l’allievo si sente valorizzato e considerato come elemento importante in un sistema che produce eventi artistici significativi.
Una metodologia ancora poco praticata ma che sta dando ottimi risultati è quella della lezione collettiva di strumento, dove allievi di diverso livello ma uniti dalla passione per lo stesso strumento si trovano a far musica assieme con diverse modalità: a volte uno studente suona e gli altri fanno le proprie osservazioni, a volte si legge assieme un nuovo brano e si lavora a livello di analisi e successive variazioni, altre volte si fanno composizioni estemporanee seguendo le indicazioni dell’insegnante, tutto ciò in un clima di grande serenità dovuto alla condivisione di un’esperienza dove ognuno da al gruppo il proprio apporto personale secondo le sue capacità.
In una comunità educante è scontato prevedere una formazione musicale globale dell’individuo che offra gli strumenti per decodificare la realtà musicale in tutti i suoi molteplici aspetti e linguaggi.
Qui il discorso diventa più articolato: anche nei conservatori italiani si studiano altre “materie” oltre allo strumento: teoria musicale, armonia, storia della musica…ma possiamo sinceramente dire che tale formazione sia sufficiente e soprattutto spendibile a livello europeo? Certamente no, basta confrontare l’articolazione dei corsi di teoria musicale (altrove definiti “linguaggio musicale” oppure “formazione dell’orecchio musicale”) per rendersi conto che il confronto è spietatamente a nostro svantaggio, e non solo esclusivamente nel campo del puro solfeggio ma anche in tutti quegli aspetti dell’alfabetizzazione musicale: dalla ritmica all’educazione dell’orecchio, dall’analisi all’improvvisazione, dalla lettura a prima vista al trasporto, dall’accompagnamento alla conoscenza del repertorio.
Chiediamoci per un attimo se i cosiddetti “corsi complementari” di storia della musica o di armonia siano ancora difendibili sul piano della formazione globale del musicista o se non andrebbero rivisti, potenziati, e, soprattutto, legati ad esperienze concrete all’interno della comunità educante.
Un sistema musicale comunitario non può non prevedere una pluralità di indirizzi e specializzazioni volti a soddisfare le molteplici realtà della pratica musicale contemporanea. Ai nostri giorni non basta più essere un “musicista”, occorre approfondire il proprio percorso rendendolo il più affine alle proprie capacità e alle proprie esigenze: da qui un molteplicità di indirizzi, già esistente in molte realtà straniere: dal concertismo alla musica da camera, dalla didattica dello strumento all’accompagnamento.
Tale specializzazione non deve però andare a scapito di una profonda conoscenza globale dello strumento e della più ampia pratica dei repertori delle varie epoche e dei diversi stili, in tal senso molti istituti hanno aperto le porte alla musica jazz e alla musica contemporanea, con formazioni diversificate che permettono di sviluppare sul piano pratico abilità troppo spesso emarginate: la lettura a prima vista, il trasporto, l’improvvisazione.
Nella mia esperienza all’estero ho assistito a lezioni di strumento non vincolate entro gli stretti limiti dei sessanta minuti, trascorsi i quali, indipendentemente da qualsiasi necessità didattica, occorreva interrompere il lavoro. Ho assistito ad una lezione durata oltre due ore al termine della quale insegnante ed allieva erano entrambi stremati ma consapevoli di aver sia ricevuto che dato, stabilendo una relazione educativa bidirezionale che la lasciava entrambi soddisfatti.
Volendo proseguire in quest’ottica le riforme al sistema italiano appaiono profonde e non ulteriormente procrastinabili per poter fornire agli studenti un bagaglio culturale funzionale e spendibile a livello europeo, mi chiedo se si prenderà in considerazione l’ipotesi di una individualizzazione dei piani di studio ossia la possibilità di crearsi, con il supporto di un tutor, un proprio programma di autori, stili, repertori e di poter gestire le varie tappe del proprio percorso senza vincoli legati alla successione dei corsi da seguire (non puoi studiare questo se prima non fai il tale esame). L’individualizzazione dei percorsi formativi non deve essere intesa come un adeguamento verso il basso del livello di formazione degli studenti, ma può altresì aprire le porte a nuove potenzialità, motivando chi si avvicina allo strumento rendendolo consapevole che esiste la possibilità di rendere il suo rapporto con la musica qualcosa di unico e irripetibile.
Vorrei concludere queste brevi riflessioni con un ricordo che mi è particolarmente caro, ed è l’ultima parola che dovremmo recuperare: nei conservatori stranieri ho incontrato molti ragazzi e ragazze volenterosi, spesso impegnati in sessioni di studio estenuanti, lezioni impegnative e magari, la sera, concerti o performance che spaziavano dal jazz alla musica lirica. Non ho mai sentito una parola di sconforto o di sofferenza, ho visto una grande serenità…credo sia una condizione che tutti, insegnanti e studenti, dovremmo tener sempre presente nella nostra pratica musicale quotidiana.

martedì 23 marzo 2010

DE-ALLEVIZZIAMOCI!

Il "povero" Giovanni Allevi, portato sugli allori come novello Amadeus, principe della musica, paladino del risorgimento classico ed autopromossosi compositore e direttore d'orchestra (basti osservare come impugna la bacchetta, manco fosse un badile) è sempre meno credibile sia come "musicista che parla al cuore della gente" che come virtuoso del pianoforte...

Finalmente qualcuno comincia a ricredersi, guardate i due video qui sotto e riflettete.

Allevi presunto virtuso:
http://www.youtube.com/user/PianistaItaliana#p/a/f/1/U1Fgi8rOY6U

Allevi presunto artista del cuore http://www.youtube.com/user/PianistaItaliana#p/a/f/0/BS5sr1j2_b8

che dire? Consiglio un soggiorno di meditazione nella Terra del Fuoco...

mercoledì 16 dicembre 2009

TRE RACCONTI DI NATALE


MIO NONNO ERA UN RE MAGIO tre racconti di Natale con foto di Zatac ed un video di Alberto Rizzi scaricabile da: http://www.youtube.com/watch?v=PtkYXiPp2UM se desiderate ricevere i racconti inviate una mail a info@federicofuggini.it

BALDASSARRE

Se trovo un altro che si lamenta delle carceri italiane giuro che l’ammazzo.
Ma, dico, avete tivù, visite mediche, pasti accettabili, ore d’aria, giornali, vi fanno perfino lavorare, e trovate il coraggio di lamentarvi? Prima di tutto, ammettiamolo, se siete lì, nel gabbio, intendo, è perché la stragrande maggioranza di voi se l’è meritata. Poi, con un po’ di pazienza, tra indulti, sconti di pena, semilibertà, avete ottime possibilità di uscire: come al Monopoli: Uscite gratis di prigione (se ci siete), mi faceva sempre ridere quell’aggiunta tra parentesi: se ci siete. Eh si, perché uno per uscire di galera prima deve entrarci.
Io, quando giocavo a Monopoli, a volte, se pescavo quel bigliettino degli imprevisti, passavo il resto della partita a cercare di entrarci in prigione, per poter usare quella magica frase: Uscite gratis di prigione.
Se ci siete...

lunedì 27 aprile 2009

A VOLTE RITORNANO...



Eh si, ci son voluti quasi vent'anni prima di tornare all'Orff-Institut di Salisburgo e devo dire che, oltre a valerne la pena, è stato emozionante rivedere luoghi ed insegnanti che mi avevano colpito per la loro incredibile preparazione.

Questo è il sito dell'istituto, collegato al mozarteum di Salisburgo:


(la pupa dietro di me nella foto è Doris, una delle insegnanti)

martedì 24 marzo 2009

VERONA NEL CUORE DI GIULIETTA


Ecco il libro fotografico di Zatac VERONA NEL CUORE DI GIULIETTA presentato nella sala Farinati della biblioteca Civica di Verona.
Allegato al libro c'è un cd con una serie di miniature musicali improvvisate al pianoforte.
Cliccando sul link qui sotto potete vedere ed ascoltare una presentazione del libro

questo è il sito dedicato al libro:



lunedì 26 gennaio 2009

KEYBOARD KILLER

Un esempio delle mie esibizioni con i Powerhouse (Deep Purple Tribute), astenersi benpensanti e deboli di cuore.







video

giovedì 11 dicembre 2008

4 RACCONTI




Ho pubblicato con Zatac (http://www.zatac.it/) un libretto con quattro racconti natalizi dedicati ai quattro elementi: terra, aria, acqua, fuoco. Se desiderate averne una copia scrivete a info@federicofuggini.it indicando come oggetto CERTI ELEMENTI e ve lo invierò in formato pdf!



COCENTI PASSIONI- racconto di fuoco

Mai credere ai telegiornali. Mai.
Perché, o siete scemi e allora vi bevete tutto quello che vi raccontano, oppure capite che si inventano tutto, tipo le previsioni del tempo, e che dietro quella facciata banale c’è una verità un po’ più scomoda e difficile da raccontare. Vi è mai capitato di perdere la testa per qualcuno? Senz’altro si. Anche a me, solo che la tipa in questione non abita a Gazzolo o Roncadelle, ma in una villa a Beverly Hills ed è un’attrice famosa.
Non vi dico come si chiama ma la conoscete tutti: è la bagnina, quella bionda per intenderci. Direte subito che sono senza speranza, un illuso, un immaturo, ma io invece sono un testardo determinato e allora mi sono messo all’opera. Primo passo: trasferimento in California con volo low cost e pochissimi bagagli al seguito...

domenica 11 maggio 2008

CREATIVI E DIVERTENTI!




Cosa stanno facendo questi due signori?

Non lo indovinereste mai, ma posso assicurarvi che si stanno divertendo e il pubblico...ancora di più!

Eppure, il violinista russo Aleksey Igudesman e il pianista anglo-coreano Richard Hyung-Ki Joo sono musicisti di razza, con una tecnica invidiabile, andate a vedere questo video e se si esibiscono dalle vostre parti non fateveli sfuggire!


venerdì 14 marzo 2008

IL PIANO DEL VICINO E' SEMPRE PIU' FORTE



Un sabato pomeriggio mentre porti la figlia a pattinare può accadere di imbattersi in un manifesto che mette in bella mostra il faccione qui sotto: GRIGORY SOKOLOV, uno dei più grandi pianisti viventi che si esibisce in un teatro parrocchiale di un comune del veronese...

Così, semplicemente, senza strombazzamenti, questo autentico genio pianistico ha suonato l'8 marzo in un paesino che da anni lo ospita e gli ha donato la cittadinanza onoraria.

Ascoltare Sokolov è un'esperienza indimenticabile, provare per credere (basta cliccare qui sotto)





domenica 23 settembre 2007

L'EDUCAZIONE MUSICALE IN VENEZUELA



Consiglio a tutti, insegnanti ed allievi, questo documentario sul sistema musicale venezuelano, un esempio di come la musica può essere un'arma fondamentale nella lotta alla povertà e alla delinquenza.


Quando Claudio Abbado vi si è recato come direttore ospite ha affermato: "Ho visto il futuro della musica"


Per maggiori informazioni visitate il sito www.venezuelanmusicproject.com

giovedì 31 maggio 2007

IL GIOCO 2: MUSIC ACE



Altro bellissimo gioco educativo musicale, la sua caratteristica è l'interattività che permette di suonare, ritmare, comporre, ripetere melodie e ritmi apprendendo così i fondamenti della musica.

L'interfeccia, in inglese, è molto accattivante anche per i più piccoli.

Ecco il sito originale dal quale si può scaricare una simpatica versione share:

IL GIOCO 1: OPERA FATAL


Consiglio a tutti di procurarsi il gioco per pc Opera Fatal, si tratta di un'avventuroso viaggio all'interno di un teatro d'opera per ritrovare una partitura misteriosamente scomparsa. Durante l'esplorazione ci si imbatte in numerosi quesiti di carattere musicale che vanno risolti e riportati su una agenda. Per aiutarsi si può consultare la nutrita biblioteca che fornisce informazioni di storia della musica, teoria ed esempi musicali. E' un gioco molto avvincente che coinvolge tutti: grandi e piccini!
In alcune parti è di difficile soluzione, per questo esiste anche un supporto cartaceo che fa da guida.
Se vi interessa la guida, scrivetemi e ve la invierò! (ricordate però di lasciare il vostro indirizzo e-mail)
ATTENZIONE: PURTROPPO, NON POSSO SPEDIRE IL GIOCO (anche per problemi di copyright...) MA SOLO LA GUIDA PER RISOLVERLO, MI DISPIACE.
Ecco il sito originale tedesco
http://www.opera-fatal.de/




giovedì 19 aprile 2007

PIANO CREATIVO 4: VICTOR BORGE, IL MITO




Scoperto per caso nella rete, Victor Borge è diventato immediatamente uno dei miei miti, guardate i video e sbelicatevi dalle risate, senza dimenticare però che è un ottimo pianista, non solo un grande comico!



Rapsodia Ungherese di Liszt a quattro mani http://www.youtube.com/watch?v=W8R0ZwYvXpg&mode=related&search=


La sonata al chiaro di luna di Beethoven, sempre con i Muppets http://www.youtube.com/watch?v=FWf7GEX65Sw&mode=related&search=




Concerto per due pianoforti e guastatore http://www.youtube.com/watch?v=LmYky_iL2nE&mode=related&search=



In coppia con Leonid Hambro per il valzer di un minuto di Chopin http://www.youtube.com/watch?v=gWrqtJTEmBk





L'importanza dello sgabello http://www.youtube.com/watch?v=FkE38Y7m1tM


martedì 27 marzo 2007

TRE VIDEO CON ZATAC


Questi due video sono le sigle finali realizzate con Zatac (www.zatac.it) per il Sangiò Video Festival, la rassegna internazionale di video che si tiene a Verona ogni estate.
La regia è di Tiziano Zatachetto, le musiche del sottoscritto. Nei video appare anche Michelle, la mia opera d'arte più riuscita


sabato 24 marzo 2007

PIANO CREATIVO 1: 3 PIANO PIECES FOR DAVID TUDOR





Iniziamo con una pietra miliare: i 3 pezzi che La Monte Young scrisse per il pianista David Tudor nel 1960


Piano Piece for David Tudor #1
Bring a bale of hay and a bucket of water onto the stage for the piano to eat and drink.
The performer may then feed the piano or leave it to eat by itself.
If the former, the piece is over after the piano has been fed.
If the latter, it is over after the piano eats or decides not to. October 1960
Il n. 1 chiedeva di portare una balla di fieno e un secchio d’acqua sul palco vicino al piano: “l’esecutore può dar da mangiare al piano o lasciare che mangi da sé. Nel primo caso, il pezzo termina quando il piano è stato nutrito. Nel secondo, termina quando il piano ha mangiato o ha deciso di non farlo.”.

Piano Piece for David Tudor #2
Open the keyboard cover without making, from the operation, any sound that is audible to you.Try as many times as you like.
The piece is over either when you succeed or when you decide to stop trying.
It is not necessary to explain to the audience.
Simply do what you do and, when the piece is over, indicate it in a customary way. October 1960

Il n. 2 chiedeva al pianista di alzare il coperchio della tastiera senza fare con questa operazione alcun suono, provare quante volte si vuole.
Il pezzo termina quando riuscite a farlo o quando decidete di smettere di tentare.
Non è necessario spiegarlo al pubblico.
Semplicemente farlo e, quando il pezzo è finito, spiegarlo nel modo consueto.

Piano Piece for David Tudor #3
Most of them were very old grasshoppersNovember 14, 1960
Il n. 3 recitava solo oscuramente “La maggior parte di loro erano cavallette molto anziane”.

lunedì 19 marzo 2007

CD 7: MARCELLIANO MARCELLO


Questo cd raccoglie le romanze per canto e pianoforte composte dal musicista lupatotino Michele Marco Marcelliano Marcello (1818-1865) ed il Gloria per coro maschile dello stesso autore.

Soprano: Alessandra De Negri, corale Santa Cecilia di Cadidavid diretta da Giuseppe Manzini.

Su Marcelliano Marcello ho redatto anche un saggio completo del catalogo delle opere pubblicato dall'Associazione Radici

domenica 25 febbraio 2007

CARICATURE D'AUTORE



Ecco due caricature doc: a sinistra nientepopòdimeno che...Bruno Prosdocimi, artista di gran fama!
Ci sono io con l'attore Gianni Franceschini ed il chitarrista Stefano Bianchini

.
a destra, Alberto Grezzani ritrae le mie acrobazie durante i concerti

martedì 20 febbraio 2007

CD 6: LE VOCI SEGRETE DEI LIBRI

LE VOCI SEGRETE DEI LIBRI
Si tratta di un lavoro per il Mondadori Junior Festival che si tiene ogni anno a Verona.Con Dario Ferronato e Maria Benedetta Pasquali abbiamo realizzato, in gran velocità, un sottofondo musicale alle letture dei testi interpretati da Andrea de Manincor e Sabrina Modenini.
P.S. mi avevano chiesto un lavoro simile anche per un disco di fiabe lette da Maria De Filippi ma, per carità di patria, ho declinato l'offerta.

CD 5: DI LUPI, DI ACQUE E DI PIETRA


DI LUPI, DI ACQUE E DI PIETRA
cartoline da un paese nascosto


Testi e musiche: Federico Fuggini

Foto e montaggio video: Tiziano Zatachetto

Letture: Andrea de Manincor



Probabilmente il mio lavoro più ambizioso: un dvd che tenta di riscrivere la storia del paese mescolando realtà e leggenda, con un reportage di quasi 300 scatti fotografici di Zatac e l'intervento video di Andrea de Manincor. Per Zatachetto vedi anche www.zatac.it

Chi nasce da queste parti sente raccontare fin da bambino di un paese chiamato Sanctum Johannem ad lupum totum, di boschi con branchi che pattugliavano il territorio terrorizzando i pochi abitanti, dello stemma del comune, difficilissimo da disegnare per noi bambini senza finire col fare qualcosa di assolutamente ridicolo. Poi, quando si cresce, si rimane invariabilmente delusi. Di loro, neppure l’ombra. Non un esemplare impagliato, non un cranio, un dente. Nulla. Dove si sono nascosti?

CD 4: NINA NANA BOBO'



Ancora un disco di ninne nanne ma anche filastrocche, scioglilingua, conte ed altro materiale della tradizione popolare veronese. I testi sono stati raccolti da Dino Coltro.
Al disco partecipano anche Dario Ferronato, chitarra, Maria Benedetta Pasquali, flauto e Raffaella Benetti, voce. Nel libretto sono raccolti anche i testi e la versione musicale delle melodie. L'immagine di copertina è opera di Saba Ferrari

CD 3: 299488 PIANO SOLO




CD di solo piano con improvvisazioni, sperimentazioni, riprese di materiale dei Lakmé...insomma una specie di summa del mio modo di intendere il piano creativo.
Contiene anche due brevi racconti.
Sul retro del disco è svelato il mistero del titolo

CD 2: NINNALUPO

CD realizzato con Dario Ferronato e Nicola Cinquetti, scrittore per bambini.
Il sottotitolo recita Ninne nanne non solo lente non solo sonnolente.
Ecco un estratto dall'intervista.
D. Cosa potete dire riguardo alle musiche? Quali caratteristiche hanno?
Fuggini: Si tratta di un prodotto diverso dalle ninne nanne tradizionali, ripetitive, quasi ipnotiche, musicalmente inconsistenti, abbiamo voluto in primo luogo fare un buon prodotto musicale, nella convinzione che i bambini meritino qualcosa di più di una canzonetta stereotipata elaborata al computer.
Ferronato: Infatti abbiamo scelto di usare esclusivamente strumenti acustici, non elettronici, per dare alle musiche quel calore che i suoni campionati non possono certo offrire.
Fuggini: Inoltre, proprio per non cadere nel noioso, abbiamo scelto di usare linguaggi estremamente diversi, stili vari che rendessero il prodotto una sorta di iniziazione alla musica per i più piccoli.
Ferronato: Certo, è inusuale vedere un chitarrista rock alle prese con una ninna nanna, ma, se si tratta di far sentire la vivacità del bambino che non vuole mai dormire, sempre sveglio, sempre in moto, (come recita il testo) era quello che ci voleva!
D. E a chi vi dice che non sono vere ninne nanne cosa rispondete?
Fuggini: Se proprio vuol dormire, basta che accenda la tivù!

lunedì 19 febbraio 2007

CD 1: LAKME'




Lakmé
music & poetry

Michela Aru: flauto traverso
Sandro Avesani: sax e voce recitante
Andrea Bazzoni: percussioni
Dario Ferronato: chitarre
Federico Fuggini: piano e harmonium

il quintetto Lakmé è nato con l'intento di coniugare musica e poesia.
Ad ogni testo poetico o di prosa segue una "riflessione musicale" che ricrea emozioni ed atmosfere secondo un percorso magico ed incantatorio nel quale confluiscono le diverse esperienze musicali dei componenti.
Lakmé si è rivelato anche adattissimo ad accompagnare documentari e spettacoli teatrali ottenendo lusinghieri riconoscimenti in concorsi specializzati.
Sono molto affezionato a questo primo lavoro discografico e vi ritorno spesso attingendo materiali ed idee per nuove produzioni.
E' stata un'esperienza, temo, irripetibile.

GRUPPO BLUES


THE DEVIL SPOKE - all my bones began to shake

Dario Ferronato: chitarre, armonica e voce
Federico Fuggini: piano e organo
Daniele Danese: basso
Bruno Lancetti: batteria
Sandro Avesani: sax baritono e voce recitante

il repertorio comprende sia gli autori storici del blues delle radici (Robert Johnson su tutti) sia gli artisti del blues elettrico quali Clapton, Dixon, ecc
Durante il concerto si alternano parti musicali a letture di passi tratti dalle autobiografie di grandi del blues: B.B.King, Billie Holiday...
Abbiamo avuto la fortuna di aprire il concerto del grande chitarrista Tolo Marton!
Per i concerti vedi la sezione APPUNTAMENTI sulla home page






DEEP PURPLE TRIBUTE








Ecco il sito dei POWERHOUSE, il gruppo con il quale suono il repertorio dei mitici DEEP PURPLE, anche questo merita una visita.





Per i concerti vedi la sezione APPUNTAMENTI sulla home page







LA SCUOLA DI MUSICA




Nasce nel 1988 il Centro per l'Avviamento Musicale, ossia la scuola di musica di San Giovanni Lupatoto. Ecco il sito per avere tutte le informazioni: www.centroavviamentomusicale.it
Merita una visitina
nella foto un gruppo di allievi a Milano con Franco Mussida (PFM)

domenica 18 febbraio 2007

CURRICULUM COMICO



FEDERICO FUGGINI
CURRICULUM ALTERNATIVO



I segni che il destino ha riservato per lui qualcosa di veramente speciale non si fanno attendere: da bambino viene scelto dal mago Silvan per un numero di magia che consiste nel estrargli una moneta da 100 lire da un orecchio! Per Santa Lucia riceve in regalo un clarinetto di plastica che prova a suonare ma poi scopre che suonare il piano è talmente facile che perfino lui potrebbe imparare. Sfortunatamente i genitori fraintendono e lo mandano a lezione di piano da un clarinettista.

Quando finalmente riesce a spiegare le sue vere intenzioni, li supplica di acquistargli un vero pianoforte e dopo una sola settimana di sciopero della fame viene accontentato. Si laurea giovanissimo al DAMS di Bologna chiedendo ed ottenendo come regalo di laurea un ghepardo di peluche. Si diploma anche in pianoforte ma i vicini si rifiutano di fargli un regalo perciò decide di fare lui un regalo ai vicini scegliendo di traslocare. Tra i suoi più recenti scritti musicologici ricordiamo:

-Vieni avanti...cremino! – le più dolci arie dell’opera lirica (ed. Ferrero 2001)
-Santo subito! – i miracoli attribuiti a Bach: la guarigione del conte Keyserling da una perniciosa forma di insonnia grazie alle Variazioni Goldberg (ed. Ronf 2005)
-Che dichi? – l’inno alla gioia come precursore dell’hard rock e le vere cause della sordità di Beethoven (ed. Amplifon 2009)
- Un bel dì vedremo... – biografia di Ray Charles (ed. Aspettaespera 2010)
...Levarsi un fil di fumo – biografia di Bob Marley (ed. Quativoglio 2011)

Ormai irrimediabilmente avviato sulla via della sperimentazione artistica produce dvd, colonne sonore, happening di improvvisazione...i parenti sono stati avvisati.
La caricatura è di Alberto Grezzani.